.. mi viene il mal di noia.
da Blake ad Ungaretti ..
•28 novembre 2009 • 2 commentiNon cercare mai di dire il tuo amore,
amore che non può essere mai detto;
il gentile soffio si muove
in silenzio, invisibile.Dissi il mio amore, già dissi il mio amore,
il cuore le apersi;
tremando, gelando, in orrenda tema,
ah! lei, lei se ne andò.Appena mi lasciò,
un viandante passò,
in silenzio, invisibile:
gli bastò un sospiro, la prese.
sovrappensiero.
•28 novembre 2009 • 3 commentimi piacerebbe scoprire l’esigenza di uscire dalle tane in massa solo il sabato sera e a ferragosto.
La verità è che mi sento:un’intoccabile. Ci sto pensando spesso in questi giorni ed alcuni avvenimenti sono riusciti a riformulare questo pensiero in maniere più chiara, nitida.
Penzolo da una parte e dall’altra, scivolo in una sorta di limbo degli affetti e delle relazioni, senza una chiara collocazione né un chiaro status.
Mi sento così, né carne né pesce, né grande né piccola, né giovane né vecchia, né all’arrivo ma nemmeno in fase di partenza.
A volte non mi vedo. O comunque altre volte mi vedo troppo. Contrasti. Un pò qua e un pò là.
Alle volte giro al largo da me, altre volte non riesco a farne a meno di intrattenere lunghi monologhi e mi annoio anche un pò.
Sono in ostaggio.
Avrei tante cose da dire, ma devo andare. Ecco, ecco .. vedi che succede?
Mi autolimito, cerco di correggermi, vorrei fare cose ma ne devo altre.
Farò la fine di una nave senza nocchiero in gran tempesta, e col cazzo che Seneca spara la menata “Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta.” Io non so navigare, forse.
Sono pure un pò seccata di certe situazioni non-sense. Di certe cose che non capisco, di gente che si nasconde dietro al naso, di persone che non osano, non pretendono .. avvinghiate alle loro biglie infrangibili.
Voglio concedermi lussi che non posso permettermi e voglio districare i miei nervi tesi.
Eppò non voglio pensare, voglio pensare a me. Osare per me.
Il mio è un labile equilibrio e voglio lasciarmi cullare ora da Bersani che ha fatto un gran bel cd.
Sono fuori dal mio riparo ma lo so solo io.
Eppure, nonostante tutto sono un’intoccabile, davvero.
Il piacere è tutto vostro.
•28 novembre 2009 • 2 commenti“Non amate mai una creatura selvatica Signor Bell”, lo ammonì Holly.
“E’ stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un’ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può dare il proprio cuore ad una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi, o da volare su di un albero. Poi su di un albero più in alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo”.
Ecco inizio con il presentarmi: io sono quella creatura selvatica.
